“E’ come rivedersi allo specchio”, Tmim si riconosce in Venosa

Ciro Venosa, lo specchio di Joseph Tmim. A dirlo è lui stesso, Tmim, pioniere della danza contemporanea. In Venosa ci si rivede per la medesima filosofia applicata, entrambi danno il massimo impegno allo scopo di far emergere nuovi talenti, di formare ballerini dalle future generazioni. L’approccio ed il metodo d’insegnamento gli ricordano tanto il suo, dice l’artista israeliano, giacché più volte si è confrontato con le capacità del Venosa, danzatore e coreografo internazionale, il quale nei giorni scorsi ha voluto ospitarlo in Liguria, con il chiaro intento di far acquisire alle giovani leve, che lo seguono, una maggiore istruzione relativa all’essenza della disciplina del Contemporaneo. Ed a Varazze (località dove s’è svolta la quinta edizione di ExpoDanza, ndr), Tmim è stato inoltre docente di stage, apprezzando parecchio gli allievi avuti in classe, apparsi quanto mai partecipi; tra loro ha intravisto elementi interessanti, così come gli è piaciuto l’evento in generale, elogiando ancora una volta l’operato del direttore artistico, ovvero Ciro Venosa, bravo a realizzare «un’ottima realtà perché coinvolge grandi nomi che si mettono al servizio di questi ragazzi», continua il professionista completamente disponibile a raccontare la propria esperienza legata all’arte di Tersicore. E’ cresciuto con il concetto di danza non come tecnica, ma come espressione di se stessi e del movimento, difatti per lui a contar veramente è la ragione per cui uno balla. Ha studiato sì il balletto e tutto quanto doveva studiare, quindi rispetta profondamente l’intero ambiente però nella sua mente è un pazzo e vuole trasmetterlo; in pratica è un istinto, quando balla preferisce muoversi istintivamente. Rapportandosi alle differenti posizioni geografiche, trova in certe parti del mondo, ad esempio nel nord Europa, una esternazione contemporanea con sequenze molte tecniche e poco fisiche, con scarso sentimento; invece egli proviene appunto da una mentalità votata all’istinto. Secondo lui il pubblico con la danza moderna deve pensare per capire, anziché assistere ad una storia già nota, quale può essere una rappresentazione del balletto.

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