Danza contemporanea sotto lo scanner di Perugini

Danza contemporanea sotto lo scanner di una figura rappresentativa di spicco: Massimo Perugini, insegnante dello stile in oggetto ed art director al MAS di Milano. Il docente recentemente è stato protagonista all’ExpoDanza di Ciro Venosa, presente per la terza edizione consecutiva a suggellare, di fatto, la collaborazione sussistente tra i due professionisti. E proprio in occasione dell’evento ligure, con Perugini ci siamo spinti ad esaminare il significato del Contemporaneo per l’allievo: «Potrebbe rappresentare tutto o niente! Contemporaneo è un modo di pensare, un qualcosa che noi abbiamo all’interno del nostro DNA. Ti aiuta a ricercare quotidianamente un’espressione del corpo, sotto forma di linguaggio naturale». Concetto basato sulla differenza riconosciuta dal maestro tra tecnica e linguaggio del Contemporaneo; il secondo si identifica in una grande via accessibile a tutti, però nella stessa esistono vicoletti intrapresi da ognuno in conseguenza alle soggettive esperienze, criterio di creare ed anche al proprio metodo didattico. Senza mistero alcuno Massimo Perugini ammette di prediligere il linguaggio alla tecnica, perché a tutti gli effetti può essere il suo; nel caso specifico sfocia dalla conoscenza di «tanti anni di lavoro maturato all’estero al fianco di vari artisti, da cui nasce l’idea di avere un personale linguaggio – continua il coreografo – il mio punta nella fluidità, nell’espansione del movimento. Alcune volte è anche più animalesco, si sgretola completamente al pavimento ma nello stesso tempo ha una grande dinamica e leggerezza in quello che fa. Utilizzo molto le braccia come dialogo». Ad ogni modo, nonostante esca fuori dall’individuo, il linguaggio viene costruito seguendo una didattica, quella di Perugini registra dal primo all’ultimo secondo un percorso «capace di far fare un determinato movimento, pertanto ti porta all’interno di detto linguaggio, in base alle strutture ed al destrutturare le tecniche; quindi il tutto nasce dal pensiero di un lavoro ad “S” per una fluidità e da un numero 8 che è la continuità dell’infinito del linguaggio». L’8 certifica, inoltre, da quanti anni ormai Perugini fa parte del MAS; e non è tutto: del prestigioso centro di formazione, da tre stagioni è stato investito della carica di direttore, distinguendosi egregiamente a livello internazionale avviando scambi con realtà europee, così da rendere fattibili agli allievi svariate possibilità professionistiche.

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